Dublin
I centri storici e lo stile
Forse anacronistica come riflessione ma sempre spunto di riflessione per chi osserva e nota effetti estetici. Adolf Loos fa dire ad una donna di casa che “quando sul tavolino da notte c’è una testa di leone, e questa testa di leone è anche sul divano, sull’armadio, sui letti, sulle sedie, sul lavabo, in breve, quando è riportata sempre identica su tutti gli oggetti della stanza, allora si dice che la stanza è in stile”. A parte notare che la donna di casa doveva aver riflettuto abbastanza per sostenere una idea simile, Loos sostiene che non si può più parlare di arredamento in stile. D’ora in poi bisogna essere esperti per arredare una casa in stile. Non c’è bisogno dell’architetto per far ciò, ciascuno deve essere arredatore di casa sua. Non siamo più in grado di realizzare qualcosa in stile autonomamente se non ammucchiando nelle proprie abitazioni oggetti in diversi stili che raccontano la storia della vita dei propri abitanti piuttosto che lo stile della abitazione. Eppure è tanto rilassante guardare una via in stile o una casa in stile.

Le vie centrali di Dublino sono in stile. Non ho ancora maturato una mia idea o teoria di stile, in qualche modo sono molto più dubbiosa della donna di casa di Loos, ma le insegne lignee degli esercizi commerciali del centro della città danno un ritmo e una unitarietà molto piacevole all’occhio. Le insegne, gli accessi sono tutti lignei, elegantemente decorati, intarsiati e collocati. Non trovano spazio insegne in plexiglass luminose, colorate o a bandiera ma solo lignee e con luminarie adeguate.

La strada pedonale è lastricata e presenta cordoli laterali per il deflusso delle acque, gli edifici con le insegne lignee a piano terra sono curati e donano al centro cittadino un ordine ed un folklore architettonico che io trovo piacevoli, nello stesso modo in cui andando nei nostri centri come Castellina in Chianti o Siena o Alberobello si trovano insegne, impianti di illuminazione arredo urbano e manutenzione degli edifici in stile ed adeguati al contesto. E’ un peccato che non si adottino indicazioni simili nei centri storici di tutte le nostre città e dei nostri paesi. Insegne stravaganti, illuminazione pubblica “economica”, infissi in metallo dorato e argentato, intonaci mangiati dal tempo e dall’incuria, balconi usati come deposito, rendono le nostre città delle giungle dove il nostro occhi non si rilassa, non trova quiete, così richiede Enzo Cucchi, artista della transavanguardia: “Pace architettonica a tutti gli uomini da lavoro”. L’Architettura è troppo spesso considerata solo arte e purtroppo non ritenuta necessaria. I valori di riferimento sono ancora e purtroppo quelli economici e quelli funzionali, la povertà culturale dilaga e contribuisce all’ulteriore degrado dei nostri centri urbani. Parlare di stile architettonico è forse più che anacronistico, piuttosto fuori luogo.

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